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-VIOLET TEARS-

 

VIOLET TEARS - «Breeze of solitude»
Digipak CD ARK Records, 2007
ARK012
Euro 13 [buy now!]


«Quando l'estate si dissolve
un profumo di nebbia e pioggia

si staglia tra i neri rami d'ulivo
che, contorti, il grigio cielo

di un' algida e silenziosa
campagna dimenticata vanno a graffiare.

È bello di qui osservare le luci lontane
di una città frenetica e distratta...

Nove perle di fredde e romantiche melodie
giungono a te
accompagnate dall'incessante batter della pioggia

 e da malinconiche ed incurabili brezze di solitudine
che gli ulivi in segreto fan danzar.»
Gianluca Altamura

Nine pearls of cold and romantic melodies comes to you accompanied by incessant tapping of the rain as melancholy and incurable breeze of solitude that the olive trees secretly let dance.

The Tears are:

Carmen De Rosas: vocals; choir on track 8.
Claudio Contessa: vocals on track 8; electric guitars on tracks 2, 3, 5, 7, 8; acoustic guitar on track 7; bass guitar on track 4.
Claudio Cinnella: electric guitars on tracks 1, 2, 4, 6, 7, 9; all bass guitars (except on track 4); all keyboards and synths; keyboards effects; drums programming on tracks 4, 9.
Gianluca Altamura: acoustic drums; percussions; drums programming on track 7; keyboards on track 7; keyboards and vocals effects.

with:
Massimiliano Morreale: piano on track 3.



Recorded between Genuary and July 2006 by Tullio Ciriello at “0db Studio”, Bari ( Italy ).
Mixed by Violet Tears and Tullio Ciriello at “0db Studio”.
Post production by Nicola De Cesare at “X Fade Productions Studio”, Bari ( Italy ).


Band logo conceived and realised by Gianluca Altamura.
Band photos by Niki Zonno.
All photos realized about crepuscular olive trees in Bari by Gianluca Altamura.
Artwork: concept by Gianluca Altamura, realized by Rossana Rossi.

 


First 1000 copies comes in digipak with 16 pages booklet

 

 
TRACK LIST
01. Rising Tide
02. Doubt
03. Eternal Illusion
04. Homecoming
05. Waves of Loneliness
06. The Long Years
07. Velvet Moon
08. Dimenticŕti
09. Drowned…
 
SOME REVIEWS
 

La Ark (label della quale è doveroso lodare la costanza e l'impegno profusi nel supporto, nella promozione e nella valorizzazione degli artisti più validi di casa nostra) inaugura questa nuova annata musicale con il secondo capitolo discografico dei Violet Tears, pubblicato a poco più di un anno di distanza dal primo full length "Cold Memories And Remains" (The Fossil Dungeon, 2006), accolto positivamente da critica e pubblico. Il filo conduttore tra il passato ed il presente del combo pugliese è indubbiamente la forte malinconia nei confronti del passato, un sentimento che può essere letto sia in chiave letteraria (con ovvi riferimenti alla poetica e all'estetica del romanticismo ottocentesco) che in chiave prettamente musicale, poiché sono altrettanto lampanti i rimandi stilistici alla più eterea ed elegante darkwave, proprio quella che, dopo tanti anni, riscuote ancora enormi consensi tra gli appassionati di musica oscura. Infatti, del tutto consapevoli di non essere degli avanguardisti o degli inventori di nuove espressioni artistiche, i quattro musicisti baresi hanno preferito focalizzare la propria attenzione su di un songwriting che, nonostante un'omogeneità di fondo ed alcune similitudini ancora troppo evidenti (si nota chiaramente l'influenza dei Cure sulla sezione musicale), sa essere intenso e mai scontato, dando alla luce un disco, "Breeze Of Solitude", che chiede all'ascoltatore d'essere assaporato nella più profonda solitudine, accompagnato magari dalla visione d'uno struggente crepuscolo, dal fruscio del vento che scuote i fragili rami degli alberi morti o dal picchiettare incessante della pioggia sul terreno. Per nulla élitari e depositari di melodie eleganti ma pur sempre accessibili, i Nostri si distinguono dalle mere fotocopie delle vecchie glorie del passato per l'eccezionale interpretazione di Carmen De Rosas, cantante dotata di un'ugola voluminosa, ancestrale e totalizzante, alla quale fanno da contraltare il sofferto pianoforte e le delicate tastiere di Claudio Cinnella, sempre supportate dalle cadenzate ritmiche di Gianluca Altamura e dagli eterei ricami della chitarra di Claudio Contessa, facendosi anche notare per la pregevole confezione in formato digipack, con la quale saranno rilasciate le prime 1000 stampe del disco, impreziosita da un artwork di sicuro impatto. Basteranno così la magia raffinata di "Rising Tide", l'elegiaca ascesi di "Homecoming", la magia rituale di "The Long Years" o l'umbratile e rarefatta poetica di "Dimenticàti" (cantata con immenso trasporto da Claudio Contessa) a condurre anche voi nel mondo incantato di questa sorprendente band italiana. Di questi tempi, un disco raffinato e senza il minimo calo emotivo come questo è merce rara: non esitate e, se siete amanti delle sonorità più romantiche, fatelo vostro.
[7,5/10 - Lovelorn - Darkroom-magazine]

Vi ricordate di quando la dark wave era costruita su roboanti giri di basso con una voce stregata, che ti catturava come se avesse lanciato un incantesimo? Questo fanno i baresi Violet Tears con questo secondo album. La band si è formata alla fine dello scorso millenio sulle ceneri di due precedenti band e dopo qualche anno di gavetta ecco il salto di qualità. Questo secondo album ci mostra che i nostri hanno speso bene il tempo a loro disposizione.
Breeze of Solitude si compone di nove canzoni splendidamente malinconiche, centrate sul tema dell’autunno e su emozioni tipicamente nostalgiche. Musiche che sanno appunto di nebbia e di solitudine, come lascia intuire il titolo decisamente indovinato dell’album, di disillusione e di romanticismo disperato che viene evocato con forza dall’intensità dei brani. La voce della singer Carmen De Rosas mi ricorda quella della giovane Siouxsie, mentre attorno a lei il gruppo produce un effetto vorticante e avvolgente, una musica calda e piena molto ottantiana e a me piace proprio per questo. I brani si susseguono mantenendo una linea precisa e riconoscibile, questo mantiene su ottimi livelli il disco che si lascia ascoltare tutto d’un fiato senza fastidiosi cali.
I Violet Tears sono una voce fuori dal coro, la loro musica ha forti connotati, ma è al tempo stesso personale, certo non stanno portando grandi novità al genere, ma sono capaci di farlo rivivere con grande intensità.
[GB - Rock Impressions]

Violet Tears wurden 1998 gegründet und stammen aus Bari in Italien. 2006 erschien, nach einem ersten Album in Italien, „Cold Memories & Remains“ auf dem amerikanischen Fossil Dungeon, nun gefolgt von “Breeze Of Solitude”. So bietet das zweite Album der Italiener, kennt man andere Veröffentlichungen auf Fossil Dungeon, dann fast schon erwartungsgemäss opulenten Gothic Rock mit weiblichem Gesang, sehr sphärisch, sehr keyboardlastig und sehr atmosphärisch. Unverwechselbares Kennzeichen der Band ist die charismatische Stimme Carmen de Rosas, die trotz immer wieder durchklingender Klassikanleihen genug Eigenständigkeit besitzt, um unverwechselbar im Ohr zu bleiben, ohne dabei nach einer anderen Sängerin des Genres zu klingen. Die neun Stücke auf „Breeze Of Solitude“ sind durchweg sehr ruhig und vor allem sehr melancholisch gehalten, lassen aber keinen morbiden Hauch von Verzweiflung aufkommen, wie der Titel des Albums es vielleicht suggerieren mag. Mir fehlt, neben dem letzten Stück „Drowned“, ein Stück, der ein wenig aus dem zugegebenermassen hohen Songwritingniveau herausragt, ansonsten gibt es an diesem hervorragenden Werk nichts auszusetzen.
[8/10 - MK - Obliveon]


After their debut-cd “Cold Memories And Remains” released in 2006 on the American label Fossil Dungeon, Violet Tears strikes back with the enchanting “Breeze Of Solitude”. The name of the band and the title of the album perfectly resume the global mood and style of this band. I again link them to Cocteau Twins for the quietness of their songs and the melancholia of the mood emerging from these songs. The main evolution with the debut release is the increasing maturity of this band. The sound is now much more polished and achieved while the vocals of Carmen De Rosas excels in magic and simply talent. I’ll not speak about a total metamorphosis, but the deeply sensitive and melancholic touch of this band is simply perfect. With songs like “Doubt”, “Waves Of Loneliness”, “The Long Years” and “Velvet Moon” they illustrate all their potential. The wave style of Violet Tears is for sure ‘cliché’, but even clichés can be made with a touch of genius! This album will please lovers of labels like Projekt and Kalinkaland Records and is for sure a noticeable release on the Italian Ark records!
[8/10 - DP - Side-Line]

Ancora un riflessivo piccolo capolavoro per i pugliesi VT che predispongono con questa coinvolgente configurazione goth rock di nove tracce la convinzione che esistono ancora ottimi talenti a cui affidare speranza. La singer Carmen De Rosas vocalizza note prive di tratti eterei o visionari. Tutto quì è lucido e definitivamente consacrato alla decadenza. Le influenze marcatamente attigue a certune evoluzioni acustiche improntate sul Robert Smith's style rendono 'Breeze of Solitude' un disco gradevole, disincantato ed a tratti irresistibilmente meditativo. 'Rising Tide' esalta la già apprezzata collusione guitars-keyboard-drum- female voice, originando una mescolanza di emozioni di comprovabile significato artistico. Il romanticismo disperato di 'Doubt' lede i sensi, le lunghe tastiere gestite da Claudio Cinnella rendono struggente ogni istante della song. 'Eternal Illusion' aggredisce con disarmante dolcezza modulare mentre 'Homecoming', dalle spiccate musicalità chitarristico-percussive simil Cure, erge un bellissimo esempio di post wave dove le arcane suggestioni non sono affatto bandite. 'Waves of loneliness' spazia in territori malinconici, la sua enunciazione è sempre affidata alla formula che raggruppa gli strumenti acustici mossi alla massima espansione. 'The long years' è un intricato meccanismo sonico denso di phatos ma non di facilissima assimilazione: una traccia lenta, poco malleabile serrata nella sua elegante austerità.''Velvet Moon' infrange il cerchio protendendo ben più immediate trame accorpate ad una drum machine ben sca ndita ed all'onnipresente voce di Carmen che svolge un ruolo da protagonista assolutamente invidiabile. Notevole la ripresa dal quinto minuto in poi con guitar noise strepitoso. 'Dimenticàti' testimonia quanto la voce di Claudio Contessa sia appropriata e capace di rendere l'atmosfera satura di energia oscura che scivola, assieme ad un fiume sotterraneo di drum beats gothicheggianti, chitarre ben calibrate, accordi leggiadri in un dialogo eccelso con l'intero decadente cosmo sonico. 'Drowned' termina degnamente il percorso con un impegnato binomio vocal-strumentale in perfetto stile De Rosas. La Ark Records sia orgogliosa di questa band dalle percepibili potenzialità che, meglio se perfezionate, rappresenteranno in futuro ed a livelli di diffusione più ampi, il suono italiano di una generazione goth che ha davvero moto da riferire.
-|-|-» Il sentiero è stato imboccato, l'impressione che i VT non rapppresentino solo un felice momento transitorio esiste concretamente. Non perdoneremo loro nessuna radicale metamorfosi o cadute di stile.
[D-Side]